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sabato 8 dicembre 2018

UN GRANDE CENTRO COMMERCIALE NELL’AREA EX FILIPPI? (terza parte)

Attualmente l’area ex Filippi è di proprietà di due società:
a) la società Ecobonifiche Srl è proprietaria dell’area della ex Cava Filippi, si tratta di una superficie totale di circa 103.708 mq. acquistata all'asta del fallimento "Filippi Spa" per 660 milioni in data 7/5/87; quest’area è stata utilizzata come discarica per i fanghi della lavorazione dei lapidei nel periodo compreso tra il 1992 e il 2001;
b) La società Still Srl è proprietaria dell’area dei capannoni, si tratta di una superficie totale di circa 30.000 mq. in gran parte occupata dalle strutture dei vecchi capannoni industriali, acquistata all’asta fallimentare nel marzo del 2000.
Per quanto riguarda l’area della ex Cava Filippi gli accordi stipulati in data 31/3/1992 tra la società Ecobonifiche Srl e il Comune di Castelnuovo prevedevano che, al termine dell’attività di discarica e della integrale sistemazione finale dell’area, scattasse la possibilità per il Comune di acquistare una parte (di circa 53.200 mq.) dell’area destinata a discarica (di circa 103.708 mq.) al prezzo convenuto complessivo di lire 500.000.000 (pari a € 258.228,44), utilizzando le somme già depositate annualmente dalla stessa società Ecobonifiche quale ristoro per i disagi creati alla popolazione. La società Ecobonifiche srl nel 2005 si rifiutava, però,  di cedere l’area al Comune, il quale a sua volta era costretto a farle causa. La sentenza di primo grado (2/5/2014) ha riconosciuto il diritto del Comune ad entrare in possesso dell’area dell’ex cava Filippi e quella di appello (26/9/2018) ha confermato la sentenza di primo grado.

sabato 1 dicembre 2018

AREA EX FILIPPI: le previsioni urbanistiche (seconda parte)

Il 2001 è stato un momento cruciale nella lunga e travagliata vicenda riguardante l’area ex Filippi per due avvenimenti accaduti in quell’anno: a) la società Ecobonifiche Srl terminava la coltivazione della discarica; b) il Comune di Castelnuovo Magra approvava il PUC (Piano Urbanistico Comunale).
Gli accordi stipulati tra la società Ecobonifiche Srl (proprietaria dell’area della ex Cava Filippi, in cui era stata coltivata una discarica per i fanghi della lavorazione dei lapidei dal 1992 al 2001) e il Comune di Castelnuovo prevedevano che, al termine dell’attività di discarica e della integrale sistemazione finale dell’area, scattasse la possibilità per il Comune di acquistare l’area al prezzo convenuto complessivo di lire 500.000.000, somme che erano state già depositate annualmente dalla stessa società Ecobonifiche quale ristoro per i disagi creati alla popolazione (come previsto da una convenzione stipulata tra le parti in data 31/3/1992).

sabato 24 novembre 2018

AREA EX FILIPPI: UN LUNGO TRAVAGLIO … (prima parte)

Il problema del riutilizzo dell’area denominata “ex Filippi” (composta da una zona formata da vari capannoni e da un vasto spazio originariamente destinato a cava per l’estrazione dell’argilla) ha sempre caratterizzato la vita politica e amministrativa del Comune di Castelnuovo, producendo accesi dibattiti e profonde divisioni emblematiche della diversa visione della politica e della gestione del territorio da parte sia delle forze politiche e sociali presenti localmente, che dei vari “personaggi” che se ne sono occupati nel tempo.
Le tappe significative di questo problema sono state molte, poiché è una storia ultra-centenaria; in modo sintetico è possibile individuare un antefatto e poi quattro significative tappe.
L’antefatto riguarda l’attività industriale (1869 – 1983). Infatti, l’attuale area denominata “ex Filippi” è il residuo di una centenaria attività industriale di laterizi dismessa negli anni ottanta; la fabbrica chiamata “Fornaci Filippi” si è formata nel primo decennio dopo il 1861 e per oltre un secolo è stata una delle aziende più importanti della zona. Negli anni '80 la fabbrica era oberata dai debiti e falliva, ma l’effettiva cessazione dell’attività industriale (che occupava ancora  28 operai) avveniva in data 5/4/1983.

mercoledì 17 maggio 2017

IL BILANCIO PATRIMONIALE DEL COMUNE - 2016 (prima parte)

Con l’avvio della contabilità economico patrimoniale armonizzata sono diventati più importanti alcuni aspetti patrimoniali che fino ad oggi in generale sono stati poco valorizzati.
L’attivo patrimoniale castelnovese è costituito principalmente da tre voci: la prima per importanza, con una incidenza del 73,21%, è rappresentata dagli immobili con un valore di 13,5 €/milioni; la seconda è rappresentata dai crediti ammontanti a 2,7 €/milioni (pari al 15,01%); la terza per 1,5 €/milioni è costituita dal valore delle partecipazioni (pari all’8,16%).
Anche il passivo patrimoniale castelnovese è costituito principalmente da tre voci: da 3,1 €/milioni per i risconti passivi dove sono riportati le concessioni e i contributi da rinviare alla competenza di esercizi futuri (con una incidenza pari al 16,91%); da 3,3 €/milioni per debiti di funzionamento e di finanziamento (pari al 18%); infine dal patrimonio netto ammontante a 12 €/milioni.